Vedo tracce sull'acqua, cerchi concentrici, il segno di un passaggio, di un segno lasciato.
Mi immagino che qualcuno potra' coglierlo, domandandosi che cosa possa significare,
poco prima che svanisca


giovedì, aprile 20, 2006

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le cose nate e riuscite a meta' mi lasciano perplesso. Forse tendo e essere troppo idealista. Il duello ingenuo tra aspettataive e pragmatismo.
ma anche da una cosa imperfetta puo' nascere qualcosa di perfetto. Anche se fosse solo nelle intenzioni sarebbe gia' una vittoria. Piena.

Mi soffermo su altre cose, leggo le parole in silenzio, immagino gli stati d'animo nascosti, irrealmnte vicini come realta', indefinitamente distanti come individui, isole nella corrente che fluisce.
C'e qualcuno che tocca con mano l'infelicita', chi ride perche' ne e' lontano, chi sogna nel limbo che non si da' nome. Passeggeri di un treno che silenziosamente si ferma e salta stazioni quasi invisibili nelle nebbie dei pensieri che daranno il velo opalescente dei ricordi alle finestre con cui mi separo e prendo immagine della pianura che mi ospita, isole della memoria viaggino con me ma in senso opposto.

Le ore delle notti tornano e essere spaziose. si caricano di immagini latenti che lo sviluppo della coscienza e del silenzio amplificano a formare le vere immagini con cui si adorna il libro del mio mondo. Era rumore chiuso nella notte passata, la strada illuminata ma deserta, irrealmnte vuota. Era il via vai di macchine mentre ci confondevamo con tutto il resto, cercando invece di uscire dal sentiero che a tutti sembra il migliore per trovare una oasi di un'ora in questa nuova prima stagione di risvegli.
I risvegli sono echi, vanno e vangono distribuendosi tra chi parte e chi rimane.
Lentamente le ore della notte si accorciano, ma diventano piu' profonde.
Il mantello nero di un nuovo ballo che torna a farmi compagnia

nuove parole prossime, messaggi che non siano cosi' invisibili forse, non perderanno il loro carico di estremi obliqui, ma ne prenderanno altri, meno essenziali forse ma piu' vicini a chi dovrebbero essere. Indefinitamente in viaggio.
Scelte forse? O riprendere i vecchi sorrisi perche' il mondo non sa cambiare meglio di me?
Quale che sia il disegno, vale la mano che lo traccia.
O lo sguardo che lo trova
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postato da luminar | 23:13 | commenti (2)

martedì, aprile 18, 2006

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intermezzo?
l'impressione del sapore di un piatto senza il giusto sale, e che nessun pezzo di carta dentro una scatola riesce a lavare via del tutto.
la vita non somiglia a una partita o a una scommessa appesa alla bandiera della propaganda, non somiglia a un deserto di coscienze che sembrano le comparse di uno spot nel nel giorno del funerale delle idee e degli ideali.
Le incertezze talvolta sono ancora piu' dannose degli errori.
Gi errori insegnano qualcosa a chi sa guardare avanti. Le incertezze no.
Il muro di gomma delle idee addormentate e' quello che richiede piu' tempo pazienza e passione per essere neutralizzato, a cominciare dalla personale capacita' di essere sensibili al sonno della ragione.

Bandiera bianca
Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare
rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare
siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.
Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali con tribune elettorali
e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti
siete come sabbie mobili tirate giù uh uh.
C'è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero
uh com'è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano.
Quante squallide figure che attraversano il paese
com'è misera la vita negli abusi di potere.

postato da luminar | 00:24 | commenti

mercoledì, aprile 05, 2006

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l'eclisse del silenzio
non l'ho detta
l'ho trovata quando sono tornato
dove ogni cosa aspetta
Prima che fosse il brivido incrociato di quel miraggio piccolo
che si inventa i nomi per le pietre
Ancora una volta
il fiume dissolve i limiti dei nomi
che avevo scelto e avevo dato
tutto passa sotto l'ombra
mentre ai lati cade la luce che si muove
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postato da luminar | 00:01 | commenti (3)

martedì, aprile 04, 2006

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come contrasta questo primo sole con il freddo, che non se ne va via, nelle ultime ore del giorno.. e il silenzio che e' stato tante volte amico, deserto.
Troppo silenzioso, mi lascia spazio per pensare quanto sia lontano ogni altro sguardo, uno spazio troppo grande per trovare i piccoli segni delle parole
A cosa serviranno tutte le parole umane quando torneranno qui, e tutto sara' rimasto cosi' imperfetto
La scommessa chiusa in fondo a un cassetto vuoto che tutto quanto sia valso un piccolo momento di amore senza forma, solo semplicemente perche' e' possibile
Non per le parole, ma per quelle lacrime nascoste invisibili alla finestra degli occhi e dei corpi, che nessuno avava visto
E' successo che ho sbagliato strada e le ho viste io, avrei voluto posare la mia mano sulla tua, due esseri soltanto, prima di tornare tu senza il tuo nome a essere incerto volo, e io a essere distanza
A cosa sono servite tutte quelle parole..
postato da luminar | 23:46 | commenti