Vedo tracce sull'acqua, cerchi concentrici, il segno di un passaggio, di un segno lasciato.
Mi immagino che qualcuno potra' coglierlo, domandandosi che cosa possa significare,
poco prima che svanisca


giovedì, novembre 24, 2005

[ parole ]
quelle che sono qui sono il minimo che puo' apparire, tutto il resto rimane inponderabile, troppo complesso per piegarsi alla forma dei caratteri e del tempo orchestrato su righe e capoversi.
Gli occhi guardano, la mente vede, io mi porto dentro abbastanza di quella luce che appare a meta' strada tra la notte e l'alba da poter distinguere i contorni dei pensieri delle cose finche' saro' ad aspettare il sole.
E' una bella porospettiva solitaria attraversata di un mare che regala la perfezione con lo stesso segreto impeto dell'estinzione. Mi sono lasciato dietro tante cosa inutili per poter viaggiare leggero. e ritornare all'essenziale, al sud, alla prima leggera luce.
Ma qualcosa ancora nella mano, una piccola pietra nera, fuoco estinto, una foglia indefinibile, la stretta di un'altra mano, un nome chiuso nel guscio apparente del tempo. O solo me, dissimulazone di qualcos'altro.
Un'attesa che cerca di risolversi, che vuole trasformare le forma delle lacrime nell'argento mitico da ammaestrare, i ricordi pesanti in un mare dove riporre l'assortimento dei venti.
Nomi da decifrare in sensazioni, leggere, esili, almeno possibili, da non dimenticare.
Volevo scegliere un sasso piu' essenziale, bello, volevo che fosse migliore.
da lasciare sul tavolo
da sognare
[@]
postato da luminar | 00:23 | commenti (2)