Vedo tracce sull'acqua, cerchi concentrici, il segno di un passaggio, di un segno lasciato.
Mi immagino che qualcuno potra' coglierlo, domandandosi che cosa possa significare,
poco prima che svanisca


martedì, settembre 21, 2004

:: tornare da un viaggio con un frammento in piu' di un mosaico chiamato lontantanza, un frammento dopo l'altro, un viaggio dopo l'altro per arrivare alfine a perdersi oltre l'orizzonte, come una casa ritrovata, dove abitavano le prime ore e le prime albe.
:: Ancora una volta mi fermo qui ormai in un silenzio che sa di familiare e di sottile quiete attesa in bricciole e piccoli sassi, numeri e nomi quasi respirati o dimenticati e penso a che cosa rimane in questa rete di pensieri di tutta quella bellezza, di quella immobile immensa verticale sotto il sole, di quella furente del vento di nordovest, in quella che ballava quasi come una maschera di un mito eterno, in quella che sorrideva bagnata assieme a tutto e tutti dalla musica, in quella che rimane nel sonno perso e regalato ai sogni ad occhi aperti, nel profumo nuovo degli incroci, sospeso tra due mani che inventano parole di vertigine per gioco, nei labirinti che siamo stati incrociando le nostre strade intrecciate sul vertice della notte.
:: quiete ora. IN tutti questi ricordi trovero' mai il vertice estremo che era la promessa del mondo?
:: uscite e correte, solo la' fuori nasce ancora il mito che regalo' il mondo alle cose..
trovero' mai?
postato da luminar | 22:21 | commenti (1)