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domenica, agosto 22, 2004
::: pausa prossima ventura. distanza od oblio. attesa sempre, ma non si lasciano mai lontani occhi che guardano e vertigini che muovono gli ngranaggi delle sfere. :::
:: l'illusione di avere qualcosa, qualunque cosa, compresi i desideri i propri pensieri se' stessi e una vita, e' molto forte al pari della sua inutilita' di fronte all'irraggiungibile labirinto senza perimetro.
..Leggere cosi' sul foglio le parole cadute dall'altro. Segni e immagini. Pausa.
[.] eppure e' nei desideri nascosti che si snodano le strade vertiginose che danno nuovi nomi e nuovi corpi con cui costruire le realta' una nell'altra nel vertice del groviglio di muri e incroci, tessuto nella pietra e negli esseri
.. e' la porta che sceglie, non chi la apre.
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[ ] Sento il movimento, l'immagine cade nella mente accesa che cerca specchi e suono
ne' vertigine ne' oblio lucido nulla ora
erano i minuti solidi che abbracciavano la presenza che chiama che accende
una mille ancora una a ricordo per chi c'era per il vertice che chiama le orbite che ospito
in forma di respiri e vita di silenzio e di fragore
Un attimo un velo nero ondeggiante un nome di pietra di vetro da cogliere
Un attimo ancora
poi nulla
:: attesa adasso, assimilo il passato
il tempo e' fermo come e' stato raramente
ora al buio saranno di nuovo le prime forme a cantare il suono del primo movimento
Era oblio era desiderio era l'unicita'
dissolta tornera' ancora con la sua legge e il suo abbraccio
vuoto
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venerdì, agosto 13, 2004
[::] Prima di trovare o lasciarsi trovare occorre visitare il luogo della perdita e della lontanza.
Sembra non essere possibile altrimenti. Un solo canto e un solo mito recitano questo cerimoniale fatto di nomi di parole e di silenzio appassionato e doloroso.
:: Domani sara' ancora cosi' e perennemente diverso.
mercoledì, agosto 04, 2004
:: [ l'ho sempre pensato. e' una sfida. l'amore si da'. a senso unico. un enigma impossibile. dopo si scopre che qui o li erano lo stesso luogo. solo dopo. ]
[::] Dopo l'equilibrio, la confusione.
Quello che era andato via torna e si rinnova il ciclo.
Mi ero dimenticato forse che forza sia l'assenza. Che luogo grande il ricordo. Ma piu' ancora che destino sia la dedizione a un'idea indefinibile, solo per arrivare ad ammirarne il volto, il corpo, lo sguardo che scende dentro come il segreto di una visione celata da una mente.
Quanto mondo inesplorato di anime chiuse nelle loro ali di vetri intrecciati sta dentro un attimo teso su una tensione di un desiderio. Che e' sorto in un attimo e si e' nascosto nel tempo che mi da' l'ombra tra le ombre.
Si puo' avere paura, assieme al coraggio di uno sguardo cercando gli occhi di quella scheggia di tempo immobile.
Cosa ne sapremo di noi allora..
come si troveranno ancora le parole
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Ho lasciato che le mani parlassero e lasciassero cadere le foglie arse.
Nella sabbia rimane il ricordo del calore
nella mente l;ombra che eri, puro buio avvolgente. ignara ancora. ultima.
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mi ricordo. parole. solo l'amore che ha conosciuto il dolore e' totale. mistero. forza. splendore. un sorriso indefinibile che ancora non rivela.
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martedì, agosto 03, 2004
:: accade come di dimenticarsi di avere una luce, posata in una mano aperta, che rischiara uno spazio piccolo intorno a se'. Abbastanza per camminare.
Accade di correre e dimenticarsela. E di rimanere un po' al buio, confuso tra una folla che va e viene fatta di pensieri e delle forme dei giorni che scorrono via come fogli scritti di fretta. Dolori improvvisi e incertezze fatte di sabbia, lontane e dissimulate del sonno dei ricordi e da altri riflessi cambiati in dubbi al mercato dell'improvvisazione.
Accorgersi e fermarsi, poi aspettare fino a riconoscere l'oscurita' di questa piazza affollata dove ogni direzione sembra uguale, e attendere che torni un po' di quella luce, attendere abbastanza da ricordarsi quanto poco bastasse per fare qualche passo piu' in la'.
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