Vedo tracce sull'acqua, cerchi concentrici, il segno di un passaggio, di un segno lasciato.
Mi immagino che qualcuno potra' coglierlo, domandandosi che cosa possa significare,
poco prima che svanisca


lunedì, luglio 26, 2004

:: la pioggia dei pensieri, nel deserto di vetro elegante
mi regala i suoi suoni di antichi incantesimi
che un tempo facevano alzare le albe come dee
attesa tra le oasi nella corrente visitate da viaggiatore
per quando torneranno, improvvise, eleganti
a tracciare i sentieri dei giochi e dei respiri
in forme di metalli e di racconti da posare nelle mani
nuove isole e nuovi giorni da esplorare
come se fossimo sempre stati li'
ad aspettarci sul limite
postato da luminar | 19:53 | commenti

:: il mio tempo e' fatto di tanti frammenti che il vento fa girare in piccoli vortici.
Li osservo mentre passo da una notte all'altra sul filo di giorni nomadi e lontani, aperti su spazii che sanno di stanze vuote e vie piene di silenzio, mentre al margine ancora ho tra le mani il chiarore di qualche alba e il rumore dei vicoli intrecciati di persone e musica che vivono un po' follemente in questo paesaggio di corse e di fughe, di aria calda e notturna, di incontri e di miracoli di equilibrio, come giochi da decifrare
Ancora tra un altro bicchiere e un'onda di folla mi sistemo al margine di una strada per tracciare un'altra rotta.
:: Questo tempo e' come sospeso, contiene una, due, tante attese che sono la stessa maschera che cela tanti sguardi diversi.
:: Una breve intensa corsa, come uno scatto e poi sedersi ad aspettare un po' prima di rialzarsi e andare..
postato da luminar | 19:13 | commenti (1)

lunedì, luglio 12, 2004

:: Una marea dopo l'altra
quando nel cavo che chiude le stelle l'orizzonte si stringe, come davanti ad un volto che decifra i fantasmi fin nelle orbite della musica interiore che mi porto accanto come una sibilla implacabile
amare, come il profilo della lama, che sposa la luce, lei oscura dei guardiani che mi attendono ai quattro angoli del tuo paradiso
non riunuciavo a questa bellezza anche prima di darmi forma
di parole o di movimento a cercare
Esule, si', lontano abbastanza da guardare dove capire non serve
ma ammirare e chiudere su di se' i siglli delle anime
::
Non e' un tramonto a fare la notte ne' l'alba crea la luce
entrambe attese in equilibrio, mescolate in opportuna alchimia sulla superficie calma della mente. Osservo solo il riflesso immaginando l'altra parte guardarmi.
::
Equazione non scritta per intero, manca lo zero, sulla punta di una matita posata.
::
frammenti
postato da luminar | 20:07 | commenti (3)

giovedì, luglio 08, 2004

[ ]
ricordo il silenzio sull'isola
sul limite della notte intrisa di vento
e di roccia colorata dalla vita aspra
attorno come un abbraccio un'onda
immanente fin nelle ossa
portava la pazienza delle stagioni
fin dentro le parole per cambiarsi
in quiete e in tempo immobile
poi
l'alba e il sole saliva come la corsa
delle stade strette rade
arrivava al vertice e cadeva
sulle cose come una mano
di pietra bianca implacabile cancellare
ogni incertezza con il regno della luce.
sempre
e' questo il non ritorno dal viaggio
senza meta senza luogo
che ci parlava prima
che scegliessimo d'essere qui
[ ]
postato da luminar | 22:57 | commenti (2)

::
" -Y este cielo? Y todas estas estrellas, Baldo? Son una mentira mas de la Patagonia? -Y que importa. En esta tierra mentimos para ser felices. Pero ninguno de nosotros confunde la mentira con el engaño. "
Luis Sepúlveda. Patagonia Express.
::
Ci sono posti che un po' come il sogno non perdono la magia onirica una volta che ci si e' allontanati. Magari sono appena visibili, e la maggior parte delle volte vengono attraversati come se fossero invisibili. Contangono poche parole, pochi gesti, ma abbastanza per dire di una storia come fosse tutte le storie. Sono pochi in effetti non si lasciano scoprire, un po' come le persone che hanno la vita in se' quanto la vita ha loro.
Posti rari e sfuggenti. Ma qualcuno ogni tanto si ferma a guardare.
Forse la' non ci saranno solo occhi solitari a cercare l'invisibile.
::
Ci sono momenti, minuti, anche giorni, dove si riesce a fermarsi, a diventare un luogo, per un po', a ricevere il resto come le parole pensate in forma di un segno. E a stare in equilibrio con il passare del tempo stesso. Galleggiando si trova l'immobilita', il tempo appare in forma immobile. Un sogno anche questo. Al pari degli occhi che guardano, unn riconoscimento. Identita'.
Momenti in cui non c'e l'equilibrio di un dare o un avere a scrivere le regole, e dove si riesce ad ammirare la bellezza intorno per il semplice fatto che e' li'.
postato da luminar | 20:15 | commenti (2)

lunedì, luglio 05, 2004

:: Non si puo' rimanere a lungo prigionieri di quello che non c'e
ma l'assenza di un pensiero sfiorato assieme in una notte mi intrappola per un momento in piu'.
:: Ho una domanda senza parole per chi avra' tempo per accogliere quel silenzio.
Tenerla qui in attesa di poterla liberare e' un po' una prigionia?
:: L'attesa e' un luogo chiuso al tempo, dove ho un po' di silenzio da consumare.
E' una attesa un po' in equilibrio, dove la forza si confonde con l a debolezza, occhi chiusi come una ammirazione, guardare come un oblio per respirare ancora..
:: Attesa
postato da luminar | 00:54 | commenti (3)