Vedo tracce sull'acqua, cerchi concentrici, il segno di un passaggio, di un segno lasciato.
Mi immagino che qualcuno potra' coglierlo, domandandosi che cosa possa significare,
poco prima che svanisca


mercoledì, marzo 31, 2004

.:. L'orbita dei desideri sta sopra le lunghe file di abiti impolverati
Involontaria scelta, non ora protagonista, ma scalpello, lama che da' forma
Colpito da destini obliqui, scanditi dei tempi che rinascono in anelli e ritmi
Nulla si perde come una lista frettolosa, no, e' orchestra, sempre suona
la stessa forza che prima dubitavo, so invece ancora ritorna, cambia mano
Avro' sempre dubbi, ma come per la stessa natura,avro' sempre la musica
del volo libero nel tuo alto vuoto lunare, dove non so essere ragionevole
.:.
..Sto per dargli un nome, sto per mettermi davanti al portello aperto, sto per dare un'occhiata sotto, e sto per saltare. Dopo non ci sono scelte da fare, dopo.. si deve volare.
Dove sta l'errore?
::
postato da luminar | 22:05 | commenti

:: C'e chi sostiene che esiste un attimo tra un pensiero e l'atto che ne scatuirsce.
Accorgersi di quello spazio, e prolungare quell'attimo e' creare un luogo che prima non era esteso, non era raggiungibile, e dove possiamo crescere.
:: Esistono alla vista interiore sempre due estremi, esiste l'intuizione che possano avvicinarsi, e essere la stessa cosa
:: Forse la vita' e' la manifestazione di una forma guarigione che ha origine da ben prima che prendessimo forma in corpi o in nomi..
[ ] Queste tre cose mi sembrano la stessa cosa.. ma non so come
postato da luminar | 21:37 | commenti

:: L'orologio segna 3:14, ora perfetta per tornare, guido accarezzando le curve veloce quanto basta per attraversare questa notte come se non lasciassi tracce. Non ho fretta di arrivare.
Mi fermo un po' nel silenzio avvolto dal guscio di metallo e vetro che mi ha trasportato, luci arancioni indicano ore, numeri, lettere, parole, la radio suona piano, punti di luce intorno rivelano una citta' scontrosa, trattata ugualmente da me. E' un'ora silenziosa, tranquilla, un po' come il mio luogo
Ma e' una bella citta' in fondo, sotto gli strati di inutilita' che gli rivolgo, forse preso da troppo inutile ardore. Dovrei imparare un po' di piu' a non lasciar scivolare via le poche cose buone che sono a mia misura. Invece disegno il labirinto che piove dentro dalla maledizione di occhi che sanno vedere troppe cose, correndo lontano e cercando sempre orizzonti nuovi per esercitare la mente.. per non dimenticare che la strada si biforca all'infinito..
Questo posto era semplicemente intorno a me quando ho imparato ad aprire le porte che non si possono piu' chiudere. Anche la gente non ha colpa d'essere come e' in fondo..
Sono le scelte, apparenti o no, che sono le mie, per quanto siano anche parte di illusioni.

Da questo posto, da ogni luogo so sempre piu' distaccarmi, e viverci senza necessita'. Come un viaggiatore, un abitante estraneo.
Anche per le persone si puo' fare questo, ma un'altra cosa mi lascia messaggi cifrati per attrarre la mia attenzione.. su qualcosa..
E' come una scelta
Anche se ho da qualche parte la forza per andare avanti da solo, di rinunciare a compromessi, di affrontare tutto il labirinto senza fermarmi, ho scelto in qualche modo che non deve essere cosi'.
Al di la' del bisogno, semplice e essenziale, c'e una scelta che mi dice che vale la pena gettare due ombre sulle cose.
Non so perche'
forse e' come una sfida, da affrontare assieme a chi entrera' davvero nel luogo che custodice la mia incognita unicita', per specchiarla nella sua..
Forse e' semplicemente l'apice delle cose a cui rinuncio per ritrovare la forza.
E' la forza stessa che credevo fosse mia..
Abbandonando anche questa forza entro nelle cose di cui l'altra e' l'immagine..
troppe parole, troppo sonno, troppe ore..
postato da luminar | 04:19 | commenti (2)

martedì, marzo 30, 2004

.:. Incontro nomi e forme che assume il mondo intorno, sento delle stagioni che attraversano pensieri e anima, trovo cose che prendono forma senza forma, ma rimane sempre una parte immutabile.
Le persone cambiano, sopratutto quando non lo decidono, cosa che forse gli puo' dare un valore maggiore..
Ma c'e come una cosa sempre nascosta, sconosciuta, che non cambia, che non puo' cambiare. che da' fondamento alle cose che cambiano,
Scoprire cosa sia non e' piu' importante del cammino necessario ad avvicinarsi..

Spesso e' cosi' anche con le persone, il cammino, l'orbita che ci prende verso intorno a qualcuno e' qualcosa che sperimentiamo direttamente. E' come un riflesso del centro che e' molto piu' difficile raggiungere.
Avvicinarsi molto forse.. Perdersi assieme in qualche caso, essere una cosa sola..
Puo' essere, e' stato, e se e' accaduto una volta e' qualcosa che ci appartiene..
Ma e' l'arco delle giornare delle ore dei minuti immediati che svela altre cose. La lontanaza rivela la mancanza, lo spazio vuoto. Un sorriso involontario i timori di essere.. di dire, di scegliere cose altrimenti semplicissime.
Talvolta, nelle spire di qualche notte, quasi non fanno differenza ai miei occhi che non si decidono a chiudersi..
.:.
postato da luminar | 01:42 | commenti

venerdì, marzo 26, 2004

.:. l'innamoramento cronico e' un difetto eletto a caratteristica. ('It's not a bug, it's a feature'..)
A un innamorato delle cose uniche che ragioni dare? Ogni momento ha comunque la sua unicita'. E qualche momento se le prende tutte.
Talvolta ricerco la quiete di occhi chiusi, come sotto il sole d'estate, occhi chiusi e li', appena li' fuori l'abbagliante tirannia della luce e del calore vitali.
Occhi chiusi non significa rinunciare, ne' sfuggire. E' come l'attimo che si mette tra una decisione e l'azione, lo spazio volontario dove possiamo fare spazio per noi e per altri..
.:.
postato da luminar | 01:16 | commenti (3)

.:.
Attendo come un orologio inciso nelle pietre. E corro come le storie incise nei ricordi urgenti. Un po' fermo e un po' di corsa, intorno ad un centro ancora da fissare.
Un po' cosi' prende forma quello che ogni tanto mi ritrovo in mente, che si manifesta rapido come un'impressione che coglie alla sprovvista ma con l'intensita' e il contrasto di una cosa rapida.
Anche qui, posato da solo, non so spegnere il desiderio di specchiare la mia finitezza in un miracolo semplice come una nuova voce occhi gesti parole movimento, che sa di palpiti diretti come irragionevoli falci dal deserto dell'attesa alla foresta dei pensieri dubbi e parole chiuse, come appallottolati in due mani che non sanno come abbinarsi ad un sorriso.
E' semplice, lo so, ma nonostante tutto e' sempre nuovo.
E' questo e' anche il miracolo.
Riuscire a scordarsi delle cose per riscoprirle, per farsi prendere ancora dalla loro unicita'
Puo' essere, anche solo per un po', rinunciare alle eredita' di labirinti, dimenticarsi per un vero momento del bagaglio di battaglie inconscie, e risalire nello spazio aperto, spiaggia, piazza, ponte, viale, e cogliere un nome da lontano, una presenza e un'assenza come fosse sedersi ad aspettare senza necessita'..
.:.
La mente influenza il corpo, il corpo influenza la mente, questo e' un principio di varie discipline, tra cui lo joga.
Fosse lo stesso anche per cose cosi' banali?
I pensieri influenzano il comportamento, il comportamento influenza i pensieri..
I pensieri influenzano l'ambiente intorno, l'ambiente intorno influenza i pensieri..
.:.
postato da luminar | 00:48 | commenti

martedì, marzo 23, 2004

:: capire se' stessi e gli altri richiede tante cose, soprattutto tempo.
E il tempo chiede pazienza, inoltre. E la cosa spesso stride con una urgenza che qualche volta arriva come una scossa fin dentro le fondamente di fragili ragioni.
Mi viene in mente un'altra cosa..
.Qualcosa si puo' vederla senza capirla
.Si puo' capirla senza farne esperienza
.Si puo' farne esperienza senza condividerne la natura
.Si puo' condividerne la natura senza.. E qui le parole si fermano.
Forse e' l'ultimo passo che ancora non e' nato, per noi macchine sognanti..
postato da luminar | 23:59 | commenti (3)

::
-Anima e' un altro modo di chiamare il destino- (Novalis)
Non sono sicuro dell'esattezza della citazione, solo del senso. Qualcuno scrisse che non tutti hanno un destino. Si arriva a incontrarlo prima o poi, forse tardi, forse troppo presto. Ma quando e' occorre riconoscerlo, e imparare il suo linguaggio estremo e senza via di ritorno.
La felicita' e il dolore stanno ancora li', non piu' vicini ne' piu' lontani, ma tutto e' cambiato, come rinato.
Quanto saremo ancora noi?
::
postato da luminar | 22:36 | commenti

::
Giorno dentro giorno mi rialzo, esco e torno ancora in mezzo alle cose.
ignaro tanto quanto loro, ugualmente in moto e felicemente senza luogo.
Qui sulla riva la tempesta non e' diversa dalla quiete, stesse forze, stesse misteriose energie, che prima chiedono e poi danno, che muovono e bevono musica, che arrestano e fissano occhi che imparano a vedere l'invisibile come un arco di un acrobata.
Sono solo qui a guardare stasera. Eppure, la solitudine e' tale e quale alla visione dalla riva, Come fosse ugualmente compagnia, incontro e separazione, assieme al possibile incerto e inevitabile delle cose.
Altri nomi, altri sorrisi, altri lunghi incontri di cristalli soffiati sull'universo del possibile. Prima o poi balleremo, berremo il nero forte della penombra, e sara' corsa di acqua di alba, sabbia, mano, colore di quiete..
Prima dei nomi arrivano le presenze. Prima del conoscere arriva il sentire.
Sconosciuta anima, siamo gia' stati qui, e domani forse ci incontreremo, mentre tutti e due passiamo sul sipario di questa riva immutabile.
::
postato da luminar | 22:32 | commenti

domenica, marzo 21, 2004

mia anima, sei stata ombra
luogo, sibilla, dolore
cosi' ti conosco, ti prendo
e splendi oscuri graffi
dai brilli di vita
scendi nella gioie
di vetro di vasto
spazio
persa amata estema
fine niente altro che tu
di me sai quanto
ho perso e dato alla
folle corsa delle sfere
quanto ora sono stanco
di tempi rotti
di gusci mai nati
quanto
Non ho piu molto
da darti
prima di tornare
a essere uguale unico
tuo specchio
amato.
Tutto ricordati
nulla e' stato
inutile
tutto era urgente
vita solo
vita
folle tutto
splendido
antro vuoto
di ballo
ebbro
docile angelo
di fuochi
eccola
Ho troppo silenzio
tutto splende
di buio
questa
e'
eterna
fine
postato da luminar | 03:58 | commenti

sabato, marzo 20, 2004

:: Come si mescola all'improvviso la solitudine dei pensieri alla moltitudine delle cose..
In questa notte nessuna parte ha cercato di prevalere. E per un po' ho come dimenticato d'essere arrivato e di dover andar via.
:: La notte si e' tinta di confuzione e sorrisi, che giocano a nascondersi tra loro nel labirinto delle presenze intorno a me. E' sempre lo stesso gioco che si tramanda attraverso i gesti, i pensieri, i personaggi che un po' involontariamente adottiamo di minuto in minuto.
In questo crocevia di isole sognanti c'e stato vento leggero, nessun fortunale stanotte..
Come un sogno leggero che non serve rivestire di parole, che viene e va semplicemente..
:: Forse domani sara' temporale attesa corsa.. forse
postato da luminar | 14:00 | commenti (2)

venerdì, marzo 19, 2004

La stessa forza che inaridisce il tempo lo sa far tornare cristallo loto ala respiro
Uscire dall'eden e' entrare nel flusso temporale, ma le forze che danno forma a questo sono capaci di farci tornare indietro, di tornare all'origine.
Ogni esilio ha in se' il ritorno. La perfezione e l'imperfezione non si eclissano tra loro..
Forse.. rinunciare , non cercare, assorbire..
:: Non rinuncio ad amare perche' la fragilita' e' preziosa quanto il culmine.
Forse attendero' un attimo piu' a lungo sulla soglia, prima di percepire quanto e' teso l'arco
Prima di essere l'attimo che separa, l'attimo che sapra' vederti..
:: non saprei in fondo come rinunciare a questa bellezza. Anche se e' troppo grande per noi, sara' comunque..
postato da luminar | 20:26 | commenti (3)

[::]
cristallo d'angelo
non farti ingannare.
Si', e' dolore insensato intrappolato
nelle memorie e nelle speranze
brucia getta cenere ombra.
ma tanto quanto
la stasi ubriaca di nulla
estinta gioia del tuo perderti
che si raggomitola nel tuo solo istante
per ridarti al mondo
di una sola passione
[::]

Intorno a me il gioco indefinito
dei gioielli traccia simboli sulle
le curve della dea
estinto solo attimo meraviglia
ero stato un arco teso
tra i suoi illimitati
niente piu'
di questo
tutto
Follemente mi lascio abbagliare
dalla vertigine che mi spargi
sulle trame delle ore
che mi dicono di te
ignota meraviglia
che respiro
postato da luminar | 20:05 | commenti

mercoledì, marzo 17, 2004

Sospeso in altro, a 30 metri un raccoglitore di miele nepalese sta in equilibrio su un ramo, legato appena da una corda intrecciata. Si ripete questo gesto cosi' da secoli, da millenni.
In basso la sua compagna e i suoi figli raccolgono i favi ambrati e selvatici, tagliati e calati.
-E se dovessi cadere?- gli domandano
-Cadi quando la tua vita finisce-
:: E' come un inno alla vita intenso come l'alba...
postato da luminar | 23:53 | commenti

[::]
il ferro che porta il tempo fin nel cuore
della macchina sognante l'angelo dormiente
e' nato nello stesso fuoco che consuma il tempo
Forgiato io come te nella morte di una stella
nucleo folle che cade nel centro sfida
la gravita' perenne per morire
e rinascere nel sangue di creature
nel battito cardiaco dei desideri
di esseri in nomi di graffiti e in miti.
Abbiamo lo stesso fuoco di memoria
Ma io non riesco a penetrare il tuo dolore
a farti salva a darti un pezzo del mio pane
che ho conservato in anime in coperte
tranquille dopo i temporali, sui balconi rossi
Ogni perche' mi insegue.
Il non poterti offrire questo
mi rende esule di polvere esiliata
Torneremo allo stesso fuoco uguali come fiamme
torrenziali che scandiscono i tempi
delle architetture e delle passioni
Vorrei darti una mano, sapere come fare
stare li' un passo avanti leggerti i capitoli
segreti, aspettare i minuti essenziali
Non risco a salvare tutti qualcuno nessuno
nemmeno me
ma del mio vortice so gia' quale centro mi attende
e che nome avevo prima che un nome nascesse.
di me che importa che importa
ho gia' respirato dalla coppa del cielo.
e' di te che avrei voluto
fare l'impossibile eccezione
[::]

[: o estranea quanto il suo destino, lontano da me..:]
postato da luminar | 01:13 | commenti (3)

:: Che strano, all'improvviso davanti a parole scritte su un argomento che gia' ben sapevo odioso e disprezzabile, mi ritrovo triste e amareggiato. Veder scritto nero su bianco un'opinione che stride con propria, che contrasta non solo con un'idea ma con la sorgente stessa della luce che ho imparato a decifrare, mi ha rattristatto piu' del dovuto.
Non e' cosi' importante (o forse no..) Ma ora in fondo rimane solo un po di amarezza per l'oscura ombra del tempo che non concede a tutti la stessa sabbia verticale..
Riaffiora un consiglio di un monaco zen -meditate incessantemente perche' la vostra luce potrebbe spegnersi-
Che strana sensazione trovare chi sguazza ben bene al buio.. sara' quella la sua luce forse..
::
[: Qualcosa qui chiede di parlare a suo modo.. :]
[: spero non sia estranea quanto la sua origine.. :]
postato da luminar | 01:12 | commenti

sabato, marzo 13, 2004

[::]
ribellione improvvisa
come un abbraccio secco
ma non hai capito
che anche se tu non fossi mai esistita
il tuo fuoco
mi avrebbe bruciato
comunque.
Conosco l'eclissi delle ossa e del sangue
tanto quanto tu sai della lama lunare insensata
possibile
che tu non ti accorga
che non saprei
non sentirlo
[::]
postato da luminar | 17:10 | commenti (2)

:: Ripensavo alla voglia di mettersi in gioco dopo le ferite ricevute dalla vita..
Guarire troppo in fretta porta a cicatrici spesse, corazze, barriere, che la vita di un altro non capisce piu', non sa dipanare, e ci si perde prima di trovarsi.
Guarire lentamente porta a bruciare tutto il tempo in un crepuscolo di convalescenza, in un esilio che ci tiene lontani dalla vita. Proprio dalla cosa per cui si cerca di guarire.
Allora, la via sta forse nel mezzo?
Una via forse e' essere irrimediabilmente feriti, perennemente in guarigione.
Perche' ne' le ferite, ne' la medicina sono estranei uno all'altra.
Gli occhi che mi attirano come una danza implacabile sono la lama con cui misuro la stanza delle immobili ore attese
I tuoi fianchi sono il ricordo delle rocce su cui ho dormito fuori dalle tue notti.
Quando ti trovai una mescolata a tutte, sapevo gia' che tu porti luce e ombra assieme
::
postato da luminar | 16:13 | commenti (3)

:: Un consiglio di uno stregone indiano ai giovani inziati:
- Sulla tua strada troverai un baratro che ti sbarrera' la via.
Salta. E' meno largo di quanto ti immagini -

:: La meraviglia di queste parole splende come un mantra fatto di un abbraccio d'ombra.
Risuona di tutte le voci che hanno vissuto la vita intera come un perenne semplice respiro.
:: La forza interiore e' sempre presente nel vivente, come nelle cose, in tutto cio' che condivide il mistero dell'origine. E si manifesta quando le difficolta' sorgono, cerca di uscire, e' quella cosa che ci spinge a fare la cosa giusta. Allora sarebbe un errore non ascoltarla, non capirla e contrastarla.
postato da luminar | 15:54 | commenti

venerdì, marzo 12, 2004

[ . ] Se ogni cosa condivide una natura unica e universale, la definitiva fine delle cose e' simile alle cose stesse. Il termine e' apparente, ne' fine ne' inizio, solo qualcosa..
Vuoto
in ogni direzione, luce, definitiva.
::
::
E' difficile qualche volta considerare che dividere le cose in bene e male, prima e dopo, sia illusione. La tensione e il contrasto dividono anche me nel dubbio. Il tempo rallenta e quasi si ferma, e qui posso essere triste, pensare, condividere, per chi se ne va..
postato da luminar | 01:01 | commenti (4)

:: Essere felici non e' un lusso per se' stessi, talvolta sembra piu' un debito da saldare con una realta' che ha avuto pazienza dall'inizio del tempo.
La felicita' e' il modo con cui ripaghiamo quella pazienza..
Non sono sicuro che questo si adatti alle parole..
postato da luminar | 00:41 | commenti

giovedì, marzo 11, 2004

:: Giorno oscuro. Le strade sono piene di volti improvvisamente estranei. Nella confusione delle voci che si aggrovigliano non si distinguono le parole. Si confondono i saluti con le minacce. Sembra un ricordo di un viaggiatore esiliato da un tempo in cui ci si comprendeva senza pagare un prezzo. Le parole risuonano come le bottiglie vuote rotolate troppo in la' nelle ore senza guida.
:: Ho sempre l'ispirazione della voglia di sorridere, e di metterci le calma che sta sulla superficie delle rocce. Ma oggi non posso aprire la scatola dei regali. Forse e' meglio aspettare un momento. Cercare un angolo piu' tranquillo dove tornare a camminare sulla superfice delle cose.
:::
Un grande pericolo che sta in attesa e' la perdita di significato delle parole. Tra due persone, tra due popoli. Come essere certi del significato di quello che parole e azioni esprimono?
Talvolta le certezze funzionano come corazze su una nave. Quando si apre una falla, piu' sono pesanti piu' si va a fondo rapidamente.
postato da luminar | 19:58 | commenti

lunedì, marzo 08, 2004

[::]
Imparo delle tue lacrime, ne seguo le geometrie
ne perdo il sentiero e mi dimentico delle strade gettate al vento
E tu sei la' ancora invisibile, come una curvatura di incertezza
come lo spazio dietro le mura circolari delle pergamene
Lascio libere le mie dune di sabbia rossa come sprazzi di vento
cerco la danza dei tuoi rivoli, le orme delle tue gocce
Una dopo l'altra, ritrovo imparo dimentico, risalgo
trovo e getto via silenzi forti come ombre d'acqua
e mi perdo ancora
sospeso tra la tua sorgente e il mare
[::]
postato da luminar | 22:34 | commenti (2)

domenica, marzo 07, 2004

:: L'origine che mi balena davanti agli occhi e' come un ritorno. E' l'eta' primordiale che preparava le menti e i corpi come scogliere scolpite.
Era prima della spada di un arcangelo, la' dove le cose hanno un solo nome senza forma. Era il luogo dove stai immobile al centro, mio soltanto, che anche a costo dell'anima estrema non riuscirei a mostrarti, ma solo a donarti
:: Era una quiete insensata, un po' come quella di un abbraccio, che sa anche di sentiero smarrito, indifferente, un po' incosciente al calare del buio
:: Era quello che trovo in uno sguardo sfuggente, nelle tue mani tra i capelli, nelle ore che scandiscono la distanza, nel tuo accenno dietro la musica come una piccola onda.
:: E quello che si rigira tra le mani del silenzio qui intorno a me, adesso che sono nella terra incognita tra un sogno e un'altro..
postato da luminar | 23:50 | commenti (2)

venerdì, marzo 05, 2004

[::] Il bisogno di qualcuno di speciale e' legato a doppio filo con il mistero che mi fa risuonare la strana domanda -perche',io, adesso, qui?-
.. o -perche' tu, proprio tu?-
La domanda non e' una domanda. La risposta non ha forma di risposta..
Tutto sembra prendere, rapire, catturare un senso la' fuori, nelle ore nuove delle notti, tra la gente che si muove, ad un incrocio traficato, in una risata, in un brindisi silenzioso, dentro sorrisi di riflesso, su occhi che sanno gia' risposte, tra assenze che domandano immaginazioni..
Picasso diceva -io non cerco, io trovo- Probabilmente non si domandava perche' ma chiedeva nome e dava un brindisi alla sua e di tutti vita
Le notti e i giorni trascorrono cosi' in fondo, senza domande, quando nulla li trattiene, e chi sa questo, con loro assieme.. E' una cosa che brilla della sua stessa luce.
La felicita' e fatta anche di domande e risposte spaiate.. cosa che spesso adoro.. asimmetria
uno strano intricato semplice segreto..
postato da luminar | 00:57 | commenti (4)

.: Sembra senza nome, scivola sulle rotaie piu' antiche al pari delle sfere
e' metronomo, orologio centrale come un cuore mimetico
:: La grammatica della notte e' silenziosa, stende frammenti di spazi bianchi e lunghe isole sottili
mi esula della folla delle ruote intrecciate a strade cromate lontane sul margine assenti
:: Cresco in spazi silenziosi, ti guardo senza trattenere fotogrammi di lucida e sottile ceramica
che passano come foglie soffiate intorno ad angoli e incroci deserti
tra vie circolari come trame, in piazze forgiate ad eco, in istantanee di tutte che son te
:: modello il tuo nome in numeri e nomi di colori, in angoli di folle
In respiri di sfumature, rivoli di argento tra le mie dita affondate nell'aria che corre
In codice che salta si ferma ritorna, soffia sfere in equilibrio sulle mie braccia
:: Ti immagino da decifrare, come il labirinto di un eco di uno specchio
che riflette la materia temporale sbarra le onde e mi getta maschere
mio stesso codice miniato, intagliato dalla tua assenza
.: ho di te tanti nomi quanto spazi liberi e vuoti come vite da riempire
di tempo di orme di rami intrecciati in armonie improvvise di incontri
di partenze, isole delle mie isole, intorno al tuo semplice enigma
::: E' capirti prima ancora di trovarti
e' come una sfida da creare per trovare compagna
ad un enigma sospeso nella coppa dell'alba
postato da luminar | 00:49 | commenti

martedì, marzo 02, 2004

:: Il tempo che scorre non mi lascia incessantemente che questo momento. Qui ho visto fino in fondo al luogo che mi ha regalato un segno come nome e un'ombra come strada.
Qui ho accanto l'abbraccio della passione, che eclissa i miei occhi, e il suo deserto bianco abbagliante di silenzio che me li apre sul nulla..
Posso arrivare a essere nel suo stesso respiro, contare i suoi numeri d'ambra, catturare i suoi passi di danza e le orme sulla sabbia di vetro.. e anche piu' in la'
fino a essere specchio del suo specchio.
::
Ma non possiedo ne' io lei ne' lei me.
Essere uno nell'altro non e' possesso, perche' quello che sta qui con me e' gia' passato, al pari di me, di tutto il resto.
La prigione della gelosia e del possesso e' un'ancora che ci tiene fuori da questo unico momento dove possiamo guardarci.
:::
L'ho tagliata via molte volte e continuo a farlo con sempre meno rimpianto, sempre piu' libero di farlo di mia scelta inevitabile, quando mi trattiene senza darmi nulla.
postato da luminar | 16:22 | commenti